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Chôra

Volume 15/16, 2017/2018

Le Principe du Bien: Platon, Aristote et leur postérité

Mario Vegetti
Pages 17-29
DOI: 10.5840/chora2017/201815/162

To siôpoumenon agathon

La discussione sull’idea del buono (to agathon) occupa uno spazio marginale nel libro VI della Repubblica, ma comporta un eccezionale impegno teorico : di qui la vastita della letteratura esegetica che contrasta con la brevita del testo platonico. Il problema cruciale e questo : in Repubblica VI 504a‑509c to agathon non e piu solo un principio di valorizzazione e un criterio di valutazione di cose e condotte – com’e consueto in Platone – ma assume il ruolo di principio ontologico ed epistemologico. Questa posizione ha spesso suggerito interpretazioni di tipo “teologico” dell’idea del buono (identificata a volte con l’Uno neoplatonico, altre con il Demiurgo del Timeo). Quello che si puo affermare sulla base del testo, e che Platone ha conferito in queste pagine della Repubblica un primato al vertice etico del triangolo i cui altri vertici sono quello ontologico e quello epistemologico ; l’intento e quello di offrire una fondazione etica assoluta (antiprotagorea), mediante la connessione della sfera del valore con quelle dell’essere e della verita (quindi anche in ambito politico una giustificazione ultimativa al diritto dei filosofi a governare). L’unificazione delle dimensioni etica, ontologica ed epistemologica sarebbe parsa teoricamente insostenibile ad Aristotele, cui si deve una critica devastante alla teoria platonica del buono.