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Chiasmi International

Volume 14, 2012

Science, Images, Events

Christopher Lapierre
Pages 451-470

Être Et Négativité. La Question Du Subjectif-Objectif Chez Merleau-Ponty Et Grimaldi

Being and Negativity. The Thinking of the Subjective-Objective in Merleau-Ponty and Grimaldi The thought of Maurice Merleau-Ponty is distinguished at the outset from that of Nicolas Grimaldi as much by their methodological commitments as by the place each one accords to time. Nevertheless, their adoption of a double point of view on the human being – as at the same time consciousness and object – justifies bringing them together. Confronted to its full extent, the problem of the subjective-objective implies the development of a monistic ontology and authorizes the critique that Merleau-Ponty and Grimaldi both address to Sartre and Bergson. In thinking a negativity internal to Being, the two authors come to restore an authentic passivity of mind, inaccessible to the dialectic of being and nothingness. Their philosophical paths diverge conclusively in the solution each brings to this common problem : whereas Merleau-Ponty only sees an apparent contradiction in the duality of points of view, one that is to be lifted by reworking them, Grimaldi’s realism maintains the contradiction at the heart of a substantial unity conceived as time. Essere e negatività. Il pensiero del soggettivo-oggettivo in Merleau-Ponty e Grimaldi Il pensiero di Maurice Merleau-Ponty e di Nicolas Grimaldi si distinguono, ad un primo sguardo, sia per la loro presa di posizione metodologica che per il ruolo che rispettivamente accordano al tempo. Ciononostante, la loro presa in considerazione di un doppio punto di vista sull’uomo – compreso alo stesso tempo come coscienza e come oggetto – giustifica un loro confronto. Affrontato in tutta la sua ampiezza, il problema del soggettivo-oggettivo implica lo sviluppo di un’ontologia monista ed autorizza le critiche che Merleau-Ponty e Grimaldi rivolgono entrambi a Sartre e Bergson. Pensando ad una negatività interna all’Essere, i due autori giungono a restaurare una passività autentica dello spirito, inaccessibile alla dialettica tra essere e niente. In definitiva, le due vie filosofiche considerate in questo saggio divergono rispetto alla soluzione che essi forniscono a questo problema comune : mentre Merleau-Ponty vede nella dualità dei punti di vista una mera contraddizione apparente che si tratta di eliminare riformulandoli, il realismo grimaldiano mantiene la contraddizione in seno ad un’unità sostanziale concepita in termini di tempo.

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