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Chiasmi International

Volume 13, 2011

Merleau-Ponty Fifty Years After His Death

Annabelle Dufourcq
Pages 517-554

Nietzsche et Merleau-Ponty
Profondeur des images et pensées de l’éternel retour

Nietzsche and Merleau-Ponty Depth of Images and the Thought of the Eternal Return Here, we analyze the reasons for which it is possible to establish a connection between Nietzsche and Merleau-Ponty – a connection claimed by Merleau-Ponty – based on a “metaphysics” of the Dionysian and the Apollonian. All existence rests upon a cruel and violent depth; and the surface of the “real,” individualities and distinct ideas, is in fact solely constituted by Apollonian images. We show how Nietzsche and Merleau-Ponty surmount the nihilism necessarily induced by this fi rst thesis by affirming the richness of images and their power of inspiration as well as the eternal recurrence of the world of appearances. In a world of images, salvation belongs to those who will know how to recognize images as such in any being and in any idea. No preexisting meaning confines us; each instant must be creative and the maximum amount of meaning will be exalted at the heart of a vivified imagination. But how can we, simultaneously, produce simple images, love and desire their subsequent destruction as well as be a creative genius, instituting and teaching? What is exactly our relationship to the Dionysian depth and to past images? Nietzsche’s position on this matter is ambiguous and, to a certain extent, double. Two tendencies coexist in his thought. On the one hand, we have an exhortation for rupture, for absolutely free creation as well as a condemnation of modern culture which has been invaded and ossified by the bric-a-brac of historical meaning. On the other hand, we have the claim for a heritage, the reference to the models of monumental history and the invocation of an inspiration drawn from nature and the elements. Merleau-Ponty’s solution to escape nihilism avoids such a duality and endeavors to reconcile our status of inheritors and our responsibility as creators. In Nietzsche’s steps, but by founding a renewed doctrine of eternal recurrence, Merleau-Ponty shows us how to become, by one and the same movement, superficial and profound. Nietzsche e Merleau-Ponty Profondità delle immagini e pensieri dell’eterno ritorno Si analizzano qui le ragioni per le quali è possibile stabilire un avvicinamento tra Nietzsche e Merleau-Ponty, avvicinamento rivendicato da Merleau-Ponty stesso, a partire dall’idea di una «metafi sica» del dionisiaco e dell’apollineo. Ogni esistenza riposa su un fondo crudele e violento, mentre la superfi cie del «reale», delle individualità e delle idee chiare e distinte è costituita unicamente di immagini apollinee. Mostraremo come Nietzsche e Merleau-Ponty sormontino il nichilismo inevitabilmente connesso a questa prima posizione, affermando la ricchezza e molteplicità di spunti racchiusi in immagini come quella dell’eterno ritorno del mondo delle apparenze. In un mondo di immagini, la salvezza appartiene a coloro che sapranno riconoscere le immagini in quanto tali, in ogni essere e in ogni idea. Nessun senso preesistente ci rinchiude, ogni istante deve essere creatore, e il massimo di senso sarà celebrato in seno a un’immaginazione vivifi cata. Ma come si può al tempo stesso produrre semplici immagini, amare e desiderare la loro distruzione ormai prossima, e proporsi di essere un genio creatore, istituire ed insegnare? Qual è il nostro rapporto con il fondo dionisiaco e con le immagini passate? La posizione di Nietzsche su questo punto è ambigua e, in una certa misura, doppia. Coesistono nel suo pensiero due tendenze: da una parte un’esortazione alla rottura, alla creazione assolutamente libera, e una condanna della cultura moderna, invasa e sclerotizzata dalle anticaglie del senso storico; dall’altra parte la rivendicazione di un’eredità, il riferimento ai modelli della storia monumentale e l’invocazione di un’ispirazione attinta alla natura e agli elementi. La soluzione che Merleau-Ponty elabora, come via di fuga dal nichilismo, evita una tale dualità e si sforza di conciliare il nostro statuto di eredi con la nostra responsabilità di creatori. Seguendo Nietzsche, ma fondando una rinnovata dottrina dell’eterno ritorno, Merleau-Ponty ci mostra come divenire, attraverso un unico movimento, superficiali e profondi al tempo stesso.

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