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Chiasmi International

Volume 13, 2011

Merleau-Ponty Fifty Years After His Death

Danilo Saretta Verissimo
Pages 459-479
DOI: 10.5840/chiasmi20111327

Position et critique de la fonction symbolique dans les premiers travaux de Merleau-Ponty

Position and Criticism of the Symbolic Function in the First Works of Merleau-Ponty In this article, we propose to address the question of the symbolic function in Merleau-Ponty’s first works. More specifically, we shall be interested in the place that he grants to this question in The Structure of Behavior, and to the way he critically takes it up in the Phenomenology of Perception. Although Merleau-Ponty hardly clarifies this himself, Merleau-Ponty’s commentators also have rarely made this problematic an object of debate. In his first work, by appropriating the semantics of the symbolic emerging from neuropsychology, Merleau-Ponty characterizes the level of organization of human corporality by means of its capacity to overcome the immediate character of lived situations. In this work, the categorical attitude appears as a new signification of organic structuration that, among the different forms of behavior, characterizes human activity. Moreover, in the chapters of the Phenomenology of Perception where Merleau-Ponty evokes the spatiality, the motility, and the expressivity of one’s own body, he abandons causal explanations of pathological phenomena which are used as if they are arguments, just as he gives up explanations copied off the symbolic function which are then associated with intellectualist analyses. These analyses delimit the notion of intentionality that Merleau-Ponty aims at developing. The notion is established on the foundation of the synergetic unity of one’s own body. Whence the importance that another theoretico-anthropological device acquires throughout the Phenomenology of Perception: the notion of the “corporeal schema”. Posizione e critica della funzione simbolica nei primi lavori di Merleau-Ponty In questo articolo ci proponiamo di affrontare la questione della funzione simbolica nei primi lavori di Merleau-Ponty. Ci interesseremo più specificamente al posto che è accordato a tale questione ne La struttura del comportamento e alla sua ripresa critica nella Fenomenologia della percezione. Poco esplicitata dal filosofo, questa problematica è altresì poco dibattuta presso i commentatori. Nel suo primo lavoro, Merleau-Ponty, appropriandosi della semantica del simbolo sorta dalla neuropsichiatria, caratterizza il livello d’organizzazione della corporeità umana mediante la sua capacità di superare il carattere immediato delle situazioni vissute. In quest’opera, l’attitudine categoriale appare come un nuovo signifi cato della ristrutturazione organica che, fra le differenti forme di comportamento, caratterizza l’attività umana. D’altronde, nei capitoli della Fenomenologia della percezione in cui Merleau-Ponty evoca la spazialità, la motricità e l’espressività del corpo proprio, l’autore rinuncia alle spiegazioni causali dei fenomeni patologici utilizzati alla stregua di argomentazioni, così come rinuncia alla spiegazioni ricavate dalla funzione simbolica, ormai ricondotte a delle analisi di ordine intellettualistico. Tali analisi delimitano la nozione d’intenzionalità che il filosofo mira a sviluppare, e che si stabilisce in base al fondamento dell’unità simbolica del corpo proprio. Da qui l’importanza che acquista un altro dispositivo teorico-antropologico lungo tutta la Fenomenologia della percezione: la nozione di “schema corporeo”.

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