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Chiasmi International

Volume 13, 2011

Merleau-Ponty Fifty Years After His Death

Isabelle Thomas-Fogiel
Pages 381-406

Merleau-Ponty
De La Perspective Au Chiasme, La Rigueur Épistémique D’Une Analogie

Merleau-Ponty: From Perspective to the Chiasm, the Epistemic Rigor of an Analogy Here, we wish to take up the discussion of Merleau-Ponty’s notion of chiasm in light of the question of its status. Is it a matter of a metaphor without any cognitive value resulting from an analogical and arbitrary transfer from one domain to another, or is it a matter of a rigorous concept susceptible of being experimented upon, taken up again, or improved? If the latter is the case, what is the nature of this concept? Is it descriptive, heuristic, or even logical? The question is worth asking insofar as it is not only the most orthodox positivists who may be likely to see, in this transfer of concept, nothing more than poetic license. Indeed, the most careful commentators authorized by Merleau-Ponty are in lockstep with the critics of his supposedly “literary” style. “Ambiguous” is thus the term, which more often describes Merleau-Ponty’s notions of encroachment, of reversibility, or even chiasm. First, we shall examine the function and the role of the concept of chiasm in Merleau-Ponty’s philosophy. We shall then establish its scope in order to be able to determine its exact status. It is only at the conclusion of this study that we will be able to show how this notion sheds light on Merleau-Ponty’s main concern, namely, to produce a counter-model of perspective and to promote a new category of relation – a concern which organizes the seemingly unrelated elements in his philosophy. Merleau-Ponty: dalla prospettiva al chiasma, il rigore epistemico di un’analogia Intendiamo riprendere, in questa sede, la discussione sulla nozione di chiasma in Merleau-Ponty, alla luce di una domanda circa il suo statuto: si tratta di una metafora, priva di ogni valore cognitivo perché nata da un trasferimento analogico ed arbitrario da un campo semantico ad un altro, o si tratta di un concetto rigoroso, suscettibile di essere messo alla prova dell’esperienza e via via perfezionato? In tal caso, qual è la natura di questo concetto? È descrittiva, euristica, oppure logica? È interessante porre questa domanda dato che non sono solamente i positivisti più ortodossi, a vedere in questo trasferimento una semplice licenza poetica. In effetti, molti tra i commentatori più autorevoli di Merleau-Ponty aderiscono alle diverse critiche sollevate intorno alla presunta natura «letteraria» di questa espressione, e ritengono che il chiasma sia una semplice metafora. Interrogheremo innanzitutto la funzione e il ruolo di questo concetto nella filosofia di Merleau-Ponty al fine di determinarne l’esatto statuto. Solo al termine di questo studio preliminare potremo mostrare come questa nozione possa gettare nuova luce sulla preoccupazione principale di Merleau-Ponty, vero e proprio filo rosso che organizza in profondità tutti gli elementi apparentemente eterogenei della sua filosofia: vale a dire, il tentativo di produrre un contro-modello della prospettiva e una nuova categoria di relazione.

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