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Chiasmi International

Volume 12, 2010

Philosophy and Moving Pictures

Mauro Carbone
Pages 47-70
DOI: 10.5840/chiasmi20101210

Le Philosophe et Le Cinéaste (French)

The Philosopher and the Moviemaker. Merleau-Ponty and the Thinking of Cinema As its subtitle indicates, the present article is devoted to the relations between Maurice Merleau-Ponty’s philosophy and the thinking of cinema. The first section focuses on two topics, each underlying the lecture on cinema given by Merleau-Ponty in 1945. On the one hand, we find the reflection about the peculiarities of expression in film and cinematic image; on the other, we see the convergence between the inspiration of cinema and that of philosophy, which Merleau-Ponty sees as a significant characteristic of his time. This is a convergence in which the nouvelle vague’s cinema will recognise itself and which Christian Metz will retrospectively confirm. Moreover, by developing both of these topics, the author finds a way to interpret Merleau-Ponty’s lecture as an undeclared polemical response to Henri Bergson’s famous negative judgement on cinema. The second section focuses on the question of movement in cinema, putting together further references to cinema made by Merleau-Ponty in posthumous or unpublished writings such as the notes for the 1952-53 course on “The Sensible World and the World of Expression.” The third section focuses on Merleau-Ponty’s later reflection about vision and images. This section shows how the peculiar novelty of cinema is more and more understood by Merleau-Ponty not only as historically convergent with a new way of conceiving philosophy, but as a symptom of the new ontology he was trying to formulate philosophically. Il filosofo e il cineasta. Merleau-Ponty e il pensiero del cinema Come sottolinea il suo sottotitolo, il presente articolo è dedicato alle relazioni fra la filosofi a di Maurice Merleau-Ponty e il pensiero del cinema. La prima sezione si concentra su due argomenti, ognuno ravvisabile nella conferenza sul cinema tenuta da Merleau-Ponty nel 1945. Da una parte, troviamo la riflessione sulle peculiarità dell’espressione filmica e dell’immagine cinematografica; dall’altra, la convergenza fra l’ispirazione del cinema e quella della filosofia, che Merleau- Ponty vede come una significativa caratteristica del proprio tempo: una convergenza in cui il cinema della nouvelle vague riconoscerà se stesso e che Christian Metz retrospettivamente confermerà. Inoltre, sviluppando entrambi gli argomenti, l’autore trova modo di interpretare la conferenza di Merleau-Ponty come una non dichiarata risposta polemica al celebre giudizio negativo sul cinema formulato da Henri Bergson. La seconda sezione si concentra sulla questione del movimento nel cinema, riunendo ulteriori riferimenti di Merleau-Ponty al cinema in scritti postumi o inediti, come le note per il corso del 1952-1953 su “Il mondo sensibile e il mondo dell’espressione”. La terza sezione si concentra sulla riflessione dell’ultimo Merleau-Ponty sulla visione e le immagini. Ciò mostra come la peculiare novità del cinema sia sempre più compresa da Merleau-Ponty non solo come storicamente convergente con un nuovo modo di concepire la filosofia, ma come un sintomo della nuova ontologia che egli stava cercando di formulare filosoficamente.

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